La fiction insegue la realtà o viceversa?, di Saverio Fortunato (Specialista in Criminologia Clinica)

 

Analogia con fiction "Dr House", episodio Disco 6, Stagione 1
Delitto di Cogne, arriva la barzelletta del sonnambulismo
La fiction insegue la realtà o viceversa?

Analogia con la fiction Dr House
di Saverio Fortunato

FATTO


Fonte: mondodc.it

(ANSA) - TORINO, 10 NOV - Anna Maria Franzoni potrebbe avere compiuto il delitto del piccolo Samuele senza rendersene conto, in uno stato d'incoscienza. Parassonia o epilessia: è su queste ipotesi che ha lavorato il professor Roberto Mutani, il perito incaricato dalla Corte d'Assise d'Appello di Torino di compiere una nuova perizia neurologica sulla Franzoni. La perizia sarà depositata lunedì e se la tesi fosse accolta dai giudici, passerebbe la tesi del 'non in grado di intendere e volere'.

IL QUESITO DI MANUELA COLOMBO

Dr. House Medical Division
è una geniale serial Tv, in onda su Italiauno, che merita l'oscar. In America ha registrato record di ascolti (14 milioni), ma anche in Italia comincia a registrare un certo successo.
Il Dr. Gregory House (interpretato magistralmente da Hugh Laurie) è un illuminato medico diagnosta, interessato più a sconfiggere la malattia che di conoscere personalmente (ma non clinicamente!) il paziente (giacché fa di tutto per strapparlo alla morte). 
Assume il ruolo del medico scienziato che procede per errori e tentativi, tipico della scienza sperimentale. E' tanto maleducato quanto è impeccabile nelle diagnosi. Come capita a tutti i geni: c'è chi lo ama e chi invece lo odia. Tuttavia, è un vero scienziato: sia perché studia in continuazione e sperimenta il suo sapere, fino a mettere a rischio la sua carriera forzando la scienza e persino la legge; sia perché conosce molto bene  la medicina e rivela un acuto intuito verso la tempra umana.
La filosofia del dr. House è questa: "Il paziente, preferisce un medico che gli tiene la mano mentre muore o che lo ignora mentre migliora?".
A ben vedere però, a lui poco sfugge, giacché trasforma i suoi medici collaboratori in investigatori, spedendoli a fare "perquisizioni" a casa del paziente, anche di nascosto ed illecitamente, per cercare prove che possono aiutare l'anamnesi e salvare la vita del paziente, strappandolo alla malattia. L'investigazione medica, quindi, è merito del dr. House, in base al principio hausiano che "tutti i pazienti mentono".
Nell'episodio 5, Stagione uno, il dr House visita una giovane signora che si è separata dal marito, ma sono rimasti amici ed abitano nello stesso palazzo.
House nella prima visita della paziente scopre un "succhiotto" sul collo e le chiede se fa sesso, ma la paziente nega fermamente, perché è separata dal marito e non frequenta nessun uomo. House le preleva un capello e fa delle analisi, sospetta che assuma la droga per stupro (GHB). Dopo una settimana la rivede. Lei lamenta un nuovo sintomo, una bruciatura sul posteriore. Lui la visita e scopre una bruciatura da tappeto. Anche dopo le analisi House conferma la diagnosi. La paziente nega fermamente, ma lui fa questo ragionamento: "Lei è venuta a questo appuntamento e si ricorda come si chiama, quindi la sua memoria non è compromessa; forse soffre di personalità multiple? Non si accorge che il tempo passa? Si sveglia e non si accorge di essersi addormentata? Qualcosa la turba?". Lei risponde: "Mio marito mi manda messaggi sms e mi invita a rimetterci insieme, abitiamo nello stesso palazzo e la mattina mi sveglio esausta". House decide: "Abbiamo un laboratorio del sonno nell'ospedale, questa notte rimane qui, così le permette di stare lontana da sua marito, almeno per una notte".
In conclusione: House le mostra il tracciato del sonno e le spiega: "...Il tipo comune è il sonnambulismo, lei cammina nel sonno e questo spiega il succhiotto, la bruciatura sul sedere, ecc. Lei ha fatto sesso durante il sonno. Lui non ha capito che lei dormiva, però quando lei dorme, gli corre tra le braccia".


Fonte: mondodc.it

 

Buongiorno Prof. Fortunato,
ho letto su vari quotidiani la notizia secondo la quale la Franzoni avrebbe commesso il delitto durante il sonno.. Ciò risulta dal tracciato anomalo dell'encefalogramma effettuato  a giugno per volere della difesa. I neurologi parlano di un presunto caso di parassonia. Ora i magistrati hanno richiesto una perizia neurologica che a breve verrò depositata.
Mi sembra tutto alquanto strano, non sono un medico, quindi non posso sapere se questo disturbo possa permanere anche a distanza di anni, tuttavia ogni giorno c'è uno "scoop" su Cogne.
Alcuni giorni fa un neurologo del Fatebenefratelli ha dichiarato che Samuele sarebbe morto per cause naturali, in precedenza la Satragni, sempre rimasta nell'anonimato, dichiarava ad un settimanale che la Franzoni era sicuramente innocente... Per non parlare poi delle intercettazioni ambientali durante le quali il padre della franzoni parlava di un martelletto da sciogliere nell'acido e da far trovare ai carabinieri.
Ora mi chiedo: se questo disturbo del sonno e conseguente mancanza di coscienza, fossero esclusivamente un escamotage per non condannare la Franzoni? E' possibile, ma sopratutto credibile, che la famiglia non fosse al corrente di tale disturbo?
Grazie infinite se vorrà rispondermi come sempre.
Un caro saluto.
La sua affezionata lettrice
Manuela Colombo

P.S.: a quando l'aggiornamento del sito? Spero a presto.

 

LA RISPOSTA CRIMINOLOGICA CLINICA

Gentile lettrice,
posto che una diagnosi seria deve soddisfare i criteri di sensibilità, unicità e specificità; posto che, una cosa è la diagnosi, altra la perizia forense, credo che tale fenomeno sia generato da tre fattori:
-il primo, è il desiderio di apparire sui mass-media (o l'incapacità di sottrarsi alla spettacolarizzazione ed alla grancassa mediatica), mischiato alla falsa autoconvinzione, che chi parla dopo degli altri è più bravo. Se ci sono state perizie cui nessuno ci ha capito molto, perché non provarci?
-Il secondo, è intrinseco alla formazione culturale e curriculare del medico. Lo studente di medicina non studia la filosofia delle scienze, nonostante (anche) la medicina nasce dalla filosofia. Questo determina, evidentemente, il pregiudizio che siccome il medico applica la scienza (che gli altri hanno inventato e scoperto) lo si ritiene di per sé uno scienziato, ma è evidente che non è così.
Se il medico si limitasse a fare diagnosi dentro l'ospedale sarebbe un conto, ma se poi diagnostica e scambia la diagnosi per la perizia forense, allora tutto cambia. Per capire il crimine il medico deve consultare il criminologo, altrimenti manca la riflessione sul senso, sull'episteme, sull'ontologia, sul logos, sull'essenza criminologica delle stesse cose che si dicono. Bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di restituire l'incartamento quando ci viene chiesto una perizia sull'impossibile, perché nelle scienze, ciò di cui non si conosce occorre tacere.
-Il terzo, è che si studia sempre meno (soprattutto dopo la laurea) e si finisce col campare di rendita delle cose studiate ed apprese un tempo, mentre il mondo viaggia velocemente. In conclusione, affermare (guardando nella sfera del mago) che la Franzoni è incapace di intendere e volere o che ha ucciso (sic) perché "entra ed esce dalla malattia" o in uno stato d'incoscienza ecc., è dire delle stupidaggini con la pretesa di volerle far credere come cose intelligenti. Questo dimostra, che anche ai corsi di laurea in medicina bisognerebbe introdurre, come materia obbligatoria, la Metodologia Peritale.
Nel campo scientifico non è sufficiente conoscere le cause per affermare di conoscere qualcosa che da quelle cause ha avuto origine, ma occorre la competenza del ragionamento, posto che qualunque idea perde il senso o ne acquista un altro rispetto quello originale, se non segue dei principi e non descrive le strutture ed i caratteri fondamentali della realtà.
Prof. Saverio Fortunato
(Specialista in Criminologia Clinica)

P.S.: il sito non sarà aggiornato perché è diventato un processo-spettacolo

 


© Criminologia.it -Tutti i diritti riservati- Pubblicato in rete il 12.11.2006

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