criminologiaclinica.it
supplemento telematico della rivista internet criminologia.it
 

Un lettore ci scrive:
"Franzoni è colpevole
di G. Ventura

Gentile direttore,
Anna Maria è colpevole, poiché la sua stessa dichiarazione in TV, da "Maurizio Costanzo show", lo fa capire, avendo detto una frase cruciale.
Ha detto, "quando sono rientrata a casa e il piccolo Samuele faceva dei rumori strani io mi sono avvicinato e ho visto che perdeva sangue, e che c'era un pezzo dal cervello accanto a lui sul cuscino e io presi la sua manina e l' appoggiavo contro la mia guancia dicendo "...,
Questo non è un comportamento di una mamma innocente, ma di una mamma colpevole, che in un modo vuole chiedere scusa al suo bambino; poiché una mamma innocente quando vede una cosa del genere grida da pazza, e non prende la manina del figlio che sta morendo e la poggia contro la guancia.
Per le parole esatte vedete la trasmissione "Maurizio Costanzo show".
Distinti saluti
Risponde il nostro Direttore
Dall'errore investigativo a quello giudiziario?
di Prof. Saverio Fortunato
(Specialista in Criminologia Clinica)

Gentile lettore,
la sua osservazione è logica e razionale, ma quando una persona subisce una perdita così atroce, non si può mai sapere con certezza quale possa essere la sua reazione "giusta", o fino a che punto possa essere logica e razionale; credo, invece, che se una madre non è "pazza" -come scrive lei- allora, per il dolore, corre un serio pericolo di diventarlo!
Pur con la sua acuta osservazione, purtroppo, siamo e rimaniamo sempre nel campo delle ipotesi e delle interpretazioni opinabili. Un sistema giuridico di un paese civile deve avere prove certe prima di sottoporre al calvario giudiziario una persona; a maggior ragione, se questa persona ha già subito la perdita di un figlio, aggravata dal modo di come l'ha perso.
Questo è un processo che nasce da un errore investigativo, posto che i carabinieri intervenuti la prima volta sul posto ci hanno messo 17 ore prima di delimitare (e "sigillare") la scena del crimine. In 17 ore ha idea (ancor più in quella casa che in TV sembrava un porto di mare) di quante prove compaiono o scompaiono?
Se ciò è vero com'è vero, ecco, allora, il vero dramma iniziale di questo processo, ed il rischio, adesso, è che da questo errore investigativo si passi a quello giudiziario.
Se come sistema giuridico civile ammettessimo, che basta una supposizione logica ed acuta come la Sua; oppure, che bastano delle proposizioni rette da sillogismi, qualche teorema, un paio di assiomi, ma il tutto privo di corrispondenza metodo-logica (e tuttavia -a torto- definite "scientifiche") per mettere in galera una persona e buttare via la chiave... beh! questo stesso sistema oggi condanna Franzoni, ma domani potrebbe toccare al suo vicino di casa od a lei! Ed è questo il rischio patologico e fonte di patologie del sistema investigativo, prima, e del processo penale, dopo, che tutti corriamo!
Bisogna essere cauti. Occorre credere e desiderare una giustizia-giusta, ma non fare il tifo per un colpevole a tutti i costi; posto che è sempre meglio avere fuori dal carcere un innocente col dubbio che sia colpevole, che avere chiuso in cella un colpevole col dubbio che sia innocente!
Questo delitto -purtroppo!- sembra avere fin qui due vittime: il piccolo Samuele e la Procura che ha indagato senza riuscire a capire l'errore investigativo; speriamo, adesso, che si salvino i giudici giudicanti, posto, che il carrozzone spettacoloso del processo comincia proprio con il nominare come periti (avvocati, ecc.) tra quelli più telecratici.
Grazie per averci scritto.

Il direttore