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Ecco che cos'è il rito abbreviato del processo

Il giudizio abbreviato è uno dei procedimenti speciali previsti dal codice di procedura penale. In base all' articolo 438, l' imputato può chiedere che il processo sia definito all' udienza preliminare ''allo stato degli atti'', cioè utilizzando gli elementi acquisiti fino a quel momento sia dal Pubblico ministero, sia dalla difesa ed, inoltre, le prove assunte nell' udienza. La richiesta di giudizio abbreviato, infatti, può anche essere subordinata ad una integrazione probatoria. Una volta disposto, il giudizio abbreviato si svolge in Camera di Consiglio.
In caso di condanna - ed è questo il maggior beneficio per l' imputato - la pena che il giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze (aggravanti e attenuanti) è diminuita di un terzo. Alla pena dell' ergastolo è sostituita quella di 30 anni di reclusione.
Al momento dell' entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale l' ammissione al giudizio abbreviato era subordinata al consenso del pubblico ministero. Questa previsione è stata riformata con la cosiddetta "legge Carotti", del 1999, che ha radicalmente trasformato l' istituto del giudizio abbreviato, configurandolo come un vero e proprio diritto dell' imputato. In sostanza - ha stabilito il legislatore - una volta avuta la richiesta, il giudice deve disporre il giudizio abbreviato, peraltro con la possibilità, se ritiene di non poter decidere allo stato degli atti, di assumere anche d' ufficio gli ulteriori elementi necessari per la decisione.