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Criminologiaclinica.it |
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1. I tanti dubbi sul delitto di
Cogne Le domande di Manuela Colombo poste a Saverio Fortunato, che risponde (Addì, 14.05.2004) |
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Egregio Direttore, |
| R) Se è vero com'è vero che delle superperizie sia la Difesa sia l'Accusa si sono ritenute entrambe soddisfatte, allora vuol dire che quelle perizie di "super" hanno poco, giacché sono talmente vaghe che lasciano intendere tutto e il contrario di tutto. Sono contraddittorie, dunque, prive di logica, dunque fuori dal campo scientifico. |
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D) La perizia di Schmitter ha confermato la tesi dei RIS: l'assassino indossava almeno i pantaloni del pigiama durante l'omicidio...? |
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R) Nel merito specifico non posso dirLe nulla, giacché non le ho lette e non mi fido assolutamente di quanto riportano i giornali né del sillogismo basato su falsi teoremi, dalla serie: "Il pigiama era sporco di sangue"(a); "l'assassino indossava il pigiama(b)"; "Il pigiama è di Tizio"(c), ergo "Tizio è il colpevole!" (d) (Ossia a+b+c=d) |
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D) Secondo il suo parere, è possibile che la Franzoni venga condannata con indizi sì importanti, ma a mio modesto e profano parere non determinanti per la sua colpevolezza? |
| R) In Italia accade questo e altro. |
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D) Non essendovi stato nessun segno d'effrazione e non essendo state rilevate impronte di estranei, credo sia matematicamente impossibile che una seconda persona diversa dalla Franzoni abbia potuto commettere tale orrendo crimine, o no? |
| R) In questa frase (in senso logico) lei usa un teorema basato su due postulati errati, che giungono ad una conclusione errata: il fatto che non si "veda" un errore (investigativo o peritale) non significa che l'errore non esista. |
| D) A meno che non stia coprendo il figlio maggiore. Vorrei gentilmente chiederle cosa ne pensa anche a tale riguardo? |
| R) Questa (mi scusi) è un'idea sciocca. |
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D) Sembra comunque che i colpi
siano stati inferti da una mano adulta, è possibile che un bambino di
soli 7 anni abbia potuto uccidere con tale violenza? |
| D) Spero
vivamente che tale caso non rimanga irrisolto, se mi posso permettere, io
sono quasi convinta della colpevolezza della madre. R) se posso permettermi anch'io: che non venga condannata io ho pochi dubbi; che sia colpevole ho molti dubbi, che il caso rimanga irrisolto non ho dubbi. |
| La ringrazio vivamente per
l'attenzione e spero di ricevere una sua gradita risposta in merito. Cordiali saluti Grazie, anche a Lei. Manuela Colombo 14.05.2004 Saverio Fortunato |
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2.
Ancora altri dubbi sul delitto di Cogne |
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Egregio Direttore,
data la sua estrema gentilezza nel rispondermi, mi
permetto ancora di disturbarla per alcuni chiarimenti riguardo al delitto
di Cogne.
(D) Nella sua risposta mi scrive di avere molti
dubbi sulla colpevolezza della Franzoni, posso chiederLe per quale motivo?
(R) I miei dubbi derivano dal
fatto che le "prove" non provano la colpevolezza e non credo che
l'innocenza vada dimostrata, ma si deve presumere salvo prova contraria,
appunto!, prova che, a mio modesto giudizio, non c'è.
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(D) Non essendo assolutamente un'esperta di criminologia, vorrei chiederle gentilmente se la mancanza dell'arma del delitto e di un possibile movente possano facilitare o meno l'assoluzione di un imputato.
(R) Guardi
in Italia c'è stata una condanna per omicidio senza aver trovato il
cadavere, per cui c'è da aspettarsi di tutto. Alla fine è sempre il
giudice che decide con il suo libero convincimento e quello che lo
convince o meno lo sa solo lui. Sul piano della logica la risposta è
facile: certo che si, se riteniamo una persona "innocente fino a prova
contraria" e non "colpevole fino a prova dell'innocenza".
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D) Secondo il criminal profiler
Massimo Picozzi, la compatibilità dell'offender con la Franzoni è alta,
vorrei gentilmente conoscere il suo parere a tale riguardo
(R) Non conosco il ragionamento attraverso cui il dott. Picozzi (che mi pare sia un bravo psichiatra, ma non uno specialista in criminologia clinica, tuttavia non vorrei sbagliarmi) vede una "compatibilità". Probabilmente, se dice di vederla vuol dire che la vede, non c'è motivo di dubitarne; ma il fatto che lui o il Pm o altri la "vedano" non significa che in realtà c'è davvero. Se c'è o no è il vero problema su cui occorrerebbe rispondere inequivocabilmente. |
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(D) Nel caso sia colpevole, è possibile che la Franzoni soffra di
amnesia dissociativa e che l'equipe di psichiatri che l'hanno
esaminata non siano stati in grado di individuare tale disturbo oppure la
Signora è stata molto abile nel mentire?
(R) Cosa può nascondere una
psiche malata lo sa solo Dio, noi comuni mortali, non dotati di poteri
soprannaturali, credo che possiamo avanzare soltanto l'interpretazione che
si allontana il più possibile dall'errore, ma nel fare ciò mi sentirei più
tranquillo se ognuno facesse il proprio mestiere: e così come si va
dall'ingegnere per opere d'ingegneria, occorrerebbe andare dal criminologo
clinico per capire i crimini ed i criminali. I professori che hanno
eseguito la perizia sulla Franzoni sono tra i più bravi d'Italia,
certamente possono sbagliare, perché l'errore è intrinseco alla natura
dell'uomo, ma in questo caso avrei dei forti dubbi. La teoria
dissociativa per verificarne i presupposti di scientificità dovrebbe
trovare conferma o smentita nell'evidenza empirica, ma questa dimostra che
i familiari sono tutti compatti attorno alla Franzoni, quindi: o sono
tutti folli (e mi sembra folle pensarlo) oppure la teoria è vaga ed
opinabile.
Bisognerebbe andare
piano nel vedere ed
indicare "mostri", perché il vederli o cercarli, il teorizzarli o volerne
dimostrare l'esistenza con la vaghezza spacciata per scientificità, è una
sorta di psicosi contagiosa, che solo i nevrotici possono condividere. Lei
conosce la storiella che raccontiamo noi criminologi: lo psicotico
costruisce castelli in aria, il nevrotico ci abita dentro e lo psichiatra
riscuote l'affitto!? Ecco, quando si teorizza il "mostro" è bene
ricordarsi di questa storiella per non andare ad abitare dentro i castelli
in aria altrui!
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La ringrazio
infinitamente per l'attenzione e spero di ricevere presto una sua gradita
risposta. |
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Pubblicato in rete il 8.6.2004 |