mercoledì
30 gennaio
ore 8.28 |
Alla centrale operativa del 118 di Cogne arriva una
telefonata. Dall'altro capo del filo Anna Maria Franzoni ,
31 anni, chiede aiuto. E' disperata: suo figlio Samuele, 3 anni, è
agonizzante nel letto di mamma e papà. Ha la testa sfondata
da almeno venti colpi. Samuele respira ancora. Morirà pochi minuti
più tardi.
Ricostruiamo, qui, le tappe di questa tragica storia, rimettendo
indietro l'orologio di circa un paio d'ore rispetto alla chiamata
registrata quella mattina dalla centrale del 118.
|
mercoledì
30 gennaio
ore 6.30 |
Anna Maria Franzoni chiama il 118 : «Sto male. Ho
dolori alla testa e mi sembra di avere le ossa rotte». I medici
ipotizzano un banale stato influenzale ma per
precauzione una dottoressa esce a visitare la paziente e
prima
delle sette arriva nello chalet di Stefano Lorenzi (così si
chiama il marito della signora Anna Maria). La visita si conclude
in fretta. La dottoressa non trova allarmanti le condizioni della
donna . Le consiglia alcuni farmaci, fra i quali quelli
contro la pressione bassa, di cui la paziente soffre da tempo, e
torna alla centrale operativa. |
mercoledì
30 gennaio
ore 7 (circa) |
Stefano Lorenzi , 34 anni,
elettricista nonché consigliere comunale di minoranza a Cogne,
esce
per andare al lavoro . Saluta Anna Maria, dà un bacio a
Davide, il loro primogenito di sette anni, e lascia il piccolo
Samuele alle prese con un po' di capricci: il bimbo vuole passare
dal
suo lettino al lettone di mamma e papà e Anna
Maria lo accontenta. |
mercoledì
30 gennaio
ore 8.15 |
Anna Maria lascia Samuele a casa da solo , nel
lettone, ed esce per accompagnare Davide alla fermata
dello scuolabus, poco distante dallo chalet. Il passaggio del
pullmino è previsto per le 8.20 . |
mercoledì
30 gennaio
ore 8.20 |
Lo scuolabus è come sempre puntuale
. Anna Maria saluta con un bacio Davide, come tutte le mattine, e
si riavvia verso casa. Per arrivarci, di buon passo, bastano
4-5
minuti . |
mercoledì
30 gennaio
ore 8.28 |
Torniamo al punto di partenza: alla
chiamata d'aiuto registrata dalla Centrale del 118.
Da quando Anna Maria è uscita di casa per andare alla fermata
dello scuolabus a quando ha telefonato al 118 è passato, al
massimo, un quarto d'ora . L'ultimo quarto
d'ora di vita del piccolo Samuele. |
mercoledì
30 gennaio
ore 8.45-8.50 |
Lo scuolabus passa di nuovo dalla fermata. L'autista
aspetta
Samuele per portarlo, come ogni mattina, alla scuola
materna ma alla fermata non c'è nessuno e dopo qualche secondo
d'attesa il pullmino riparte. |
mercoledì
30 gennaio
ore 8.30-9 |
Le urla disperate di Anna Maria
richiamano allo chalet i vicini di casa, mentre l'elicottero del
118
atterra davanti alla villetta . Un vicino corre a casa dei
Lorenzi in pantofole. Arriva fino all'uscio della camera da letto
prima che i soccorritori e i carabinieri impediscano l'accesso
alla stanza. Vede il piccolo Samuele semicoperto dal piumone
: «C'era sangue dappertutto , anche
sul
soffitto » racconterà più tardi. |
mercoledì
30 gennaio
ore 16.30 |
Otto ore dopo la morte di Samuele sono i medici del
pronto soccorso di Aosta a sciogliere i pochi dubbi rimasti sulla
tragica fine del bambino. Non c'è alcuna possibilità che si sia
trattato di un incidente, ipotesi non scartata del tutto fino a
questo momento: «E' stato massacrato » dicono. E'
omicidio. |
giovedì
31 gennaio
ore 7 |
Cominciano di buon'ora i sopralluoghi dei carabinieri
e del
magistrato a Casa Lorenzi. Si cercano indizi, una traccia
dell'assassino. Non ci sono segni di scasso né
impronte di alcun genere. Nessuna traccia nemmeno dell'arma del
delitto . Per tutto il giorno si esaminerà la villetta
centimetro per centimetro. Così anche per il giardino tutt'attorno,
pieno dei giocattoli di Samuele e davide. |
giovedì
31 gennaio
ore 13.45 |
I carabinieri del Ris, il Reparto investigativo
scientifico, entrano per la prima volta nello chalet del delitto.
Ci rimarranno per cinque ore: esaminano macchie di sangue ,
impronte digitali , fanno comparazioni e misurazioni. Alla
fine portano via quelli che descriveranno come «elementi
interessanti» dal punto di vista investigativo. |
giovedì
31 gennaio
ore 14 |
Il medico legale, il professor Francesco Viglino,
esegue l'autopsia : viene accertato che
Samuele è stato colpito al capo con una
ventina di colpi , dati da un oggetto che potrebbe essere
una
roncola oppure una piccola piccozza da giardino .
|
giovedì
31 gennaio
ore 19 |
Stefania Cugge , il pubblico
ministero al quale sono state affidate le indagini, si sbilancia
fino a dire che «siamo fiduciosi di arrivare presto ad una
soluzione del caso». Da altre fonti investigative si apprende che
ora le indagini sono decisamente «puntate sull'ambito familiare
». A uccidere il piccolo Samuele, insomma, potrebbe essere stato
anche uno stretto parente. Dalla procura non arrivano né confeme
né smentite. |
giovedì
31 gennaio
ore 23 |
Sopralluogo notturno a casa
Lorenzi, presidiata da una pattuglia di carabinieri 24 ore su 24.
Verso mezzanotte arriva anche il magistrato. I nuovi controlli
vanno avanti fino alle due del mattino. |
venerdì
1 febbraio
ore 12.30 |
Il pubblico ministero Stefania Cugge arriva nella
residenza di Lillaz che ospita, da due giorni, i genitori di
Samuele e il fratellino Davide. Il magistrato
vuole
ascoltare la versione di Davide su quei minuti passati a
casa, mercoledì mattina, prima di andare assieme alla mamma verso
la fermata dello scuolabus. |
venerdì
1 febbraio
ore 14 |
Viene messa a verbale la versione della
dottoressa Ada Satragni : la stessa che la mattina del
delitto aveva soccorso alle 6.30 la madre di Samuele e due ore più
tardi il piccolo , ormai ai suoi ultimi istanti di vita. |
venerdì
1 febbraio
ore 15 |
I carabinieri cominciano a scavare nel giardino di casa
Lorenzi . Sono evidentemente in cerca dell'arma del delitto
o degli indumenti dell'assassino, sicuramenti sporchi di sangue.
In paese non sarebbe passato inosservato un uomo o una donna con
addosso qualcosa sporca di sangue e siccome nessuno ha visto
niente del genere l'ipotesi più probabile è che quell'arma e quei
vestiti siano seppelliti o nascosti da qualche parte nelle
vicinanze della casa. Accuratissime perquisizioni anche nella
cantina dello chalet. |
venerdì
1 febbraio
ore 16 |
Le ricerche dei carabinieri si spostano alla
discarica di Cogne , in una località che si chiama Cretaz.
I militari rovistano con le pale in mezzo ad un cumulo di
immondizia, alto circa un metro e mezzo e lungo 6-7 metri, che
viene sparso sull' asfalto da una ruspa. Fanno particolare
attenzione agli indumenti che si trovavano in mezzo
ai rifiuti. Passano al setaccio tutto e alla fine del sopralluogo
portano
via diversi sacchi neri pieni di reperti «di possibile
interesse per le indagini ». |
sabato
2 febbraio
ore 8 |
Vertice di un'ora e mezza alla
Procura di Aosta tra il sostituto procuratore Stefania
Cugge, il colonnello dei carabinieri Giuseppe Torre e il maggiore
Filippo Fruttini, comandante e vicecomandante del gruppo di Aosta.
Si fa il punto sugli interrogatori delle «persone informate dei
fatti» e sugli elementi raccolti ieri durante i nuovi sopralluoghi
a Cogne. Proprio a Cogne proseguono le ricerche ,
all'esterno della villa e nella piccola discarica di Cretaz,
dell'arma del delitto e di tutti i possibili elementi utili
all'inchiesta prima che si perdano definitivamente. |
sabato
2 febbario
ore 12 |
Un vicino di casa della famiglia Lorenzi
è stato portato nella caserma dei carabinieri di Cogne per essere
interrogato . Si tratta di un uomo con problemi psichici,
già ascoltato subito dopo l'omicidio del bambino. Intanto,
accompagnato da un ufficiale dei carabinieri è entrato nella
villetta dei coniugi Lorenzi un altro uomo, pare un artigiano
edile probabilmente incaricato di compiere qualche intervento. In
mattinata il sindaco di Cogne, Osvaldo Ruffier, e due assessori,
hanno fatto visita ai coniugi ed ai loro familiari. Rinviata a
lunedì la nuova autopsia del piccolo Samuele. |
sabato
2 febbraio
ore 13 |
Dopo gli scavi del giorno precedente, nella villetta
di frazione Montroz i carabinieri controllano il giardino e il
prato adiacente con i metal-detector . In particolare,
viene setacciata una piccola scarpata sotto la casa e in mezzo ai
rovi. Gli inquirenti stanno sempre cercando l'arma del delitto.
Nella casa sono entrate anche alcune persone, probabilmente degli
artigiani. Sono arrivati anche dei dipendenti delle funivie di
Cogne con un seghetto, probabilmente per tagliare boscaglia e rami
di piante. |
sabato
2 febbraio
ore 20 |
Stefano Lorenzi , il padre del
piccolo Samuele, rientra in serata nel residence
in cui è ospite con il resto della
famiglia, accompagnato dai carabineri. Era uscito a metà
pomeriggio, sempre su un'auto delle forze dell'ordine, ma non si
dove sia stato. Si esclude che sia stato sottoposto a un nuovo
interrogatorio. |
sabato
2 febbraio
ore 21 |
Poco prima delle 21 i coniugi Perratone , con
i quali Stefano e Anna Maria Lorenzi hanno trascorso la serata
prima dell' omicidio, entrano nella caserma dei carabinieri di
Cogne. |
domenica
3 febbraio
ore 9 |
Riprendono le ricerche dei carabinieri, all'esterno
della casa del delitto , dell'arma con cui è stato ucciso
il piccolo Samuele |
domenica
3 febbraio
ore 10 |
I genitori del piccolo Samuele, gli zii ed i nonni
hanno assistito alla messa festiva celebrata da Don Conrad
Bagnod parroco della parrocchia di Cogne intitolata a Sant'Orso.
Alle 10,35 i genitori sono saliti velocemente su un Audi e si sono
diretti
verso Lillaz. |
domenica
3 febbraio
ore 13 e 30 |
Verso le 13,30 un'auto con a bordo il sostituto
procuratore Stefania Cugge , è stata vista transitare
davanti alla caserma dei carabinieri di Cogne. La vettura non ha
però raggiunto né la villetta dei coniugi Lorenzi, né Lillaz dove
risiedono momentaneamente. Poco prima delle ore 14 il comandante
della stazione dei carabinieri è entrato nel residence che ospita
la famiglia Lorenzi seguito, pochi minuti dopo, da un uomo che è
stato accolto dal nonno di Samuele. |
domenica
3 febbraio
ore 15 |
«Avvocato di persona offesa »,
così si è definito l' uomo che è entrato nel residence dove
alloggia la famiglia Stefani ed è uscito dopo una quarantina di
minuti con il comandante della stazione dei carabinieri di Cogne.
L'uomo, che ha lasciato Lillaz a bordo di una «Micra» di color
verde, targata Torino, aveva con sé due grosse borse in pelle. «Mi
sono fatto nominare - ha detto - avvocato di persona offesa». Il
signor Mario Lorenzi, il nonno di Samuele, nel congedarlo ha detto
ai giornalisti che «si tratta di un amico di famiglia
». |
domenica
3 febbraio
ore 16 |
Il legale di famiglia è Carlo Federico Grosso ,
ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.
|
domenica
3 febbraio
ore 17 e 30 |
«Preghiamo perché il signore illumini gli
investigatori ». Nella breve omelia della messa domenicale
il
parroco di Cogne , don Corrado Bagnod, esprime soprattutto
un auspicio finalizzato al ritorno della serenità nella famiglia
Lorenzi e nella comunità sconvolta dall'orribile assassinio del
piccolo Samuele. Intanto, nella domenica di sole non si ferma il
lavoro degli inquirenti. Proseguono gli interrogatori e,
per cercare tracce in un raggio d'azione più ampio dello spazio
verde intorno alla casa, è entrata in azione un'unità
cinofila : si perlustra anche l'area intorno alle
abitazioni dei vicini. |
lunedì
4 febbraio
ore 10 e 30 |
Ancora nessun indiziato per
l'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi. Smentite seccamente dagli
inquirenti questa mattina ipotesi giornalistiche su riti satanici
e messe nere. Riprese di buon'ora le ricerche dell'arma del
delitto nella villetta del massacro di Cogne. Minivertice in
Procura. A sei giorni dalla morte del bambino
, dell'arma del delitto e del movente nessuna traccia .
|
lunedì
4 febbraio
ore 11 |
Seconda autopsia sul corpo del piccolo
Samuele. Secondo quanto si apprende, gli inquirenti
intendono stabilire l'ora del primo ferimento. Non si esclude,
infatti, che il bimbo sia stato colpito in due momenti differenti
. |
lunedì
4 febbraio
ore 14 |
Terminata la seconda autopsia sul corpo
di Samuele. Nessuna dichiarazione da parte dei periti
Francesco Viglino e Carlo Torre. E' stato comunque
escluso che il piccolo sia stato colpito in
due
momenti differenti . Sul corpicino i segni di
17
colpi . |
lunedì
4 febbraio
ore 18 |
Terminata la prima giornata di interrogatori di ben 22
testimoni . Si tratta di parenti, amici e vicini di casa
dei coniugi Lorenzi. |
lunedì
4 febbraio
ore 21 |
Proclamata per domani dal parroco di Cogne, don Corrado
Bagnod , una veglia funebre per il piccolo Samuele.
Probabilmente mercoledì si terranno i funerali
del bambino. |
martedì
5 febbraio
ore 00.30
|
Porta a Porta , la trasmissione
di Bruno Vespa, trasmette un'intervista rilasciata dal
procuratore capo di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo . A
proposito dell'eventuale coinvolgimento della madre di Samuele nel
delitto la dottoressa Bonaudo dice che «i sospetti
non
hanno trovato elementi concreti » e rassicura le mamme
della comunità montana: «A Cogne non ci sono bruti né serial
killer». |
martedì
5 febbraio
ore 17.30 |
Il medico legale Francesco Viglino
afferma che l'arma del delitto è probabilmente un
oggetto di casa con i bordi acuminati . |
martedì
5 febbraio
ore 20 |
Gli investigatori chiedono ad Anna Maria Franzoni, la
madre di Samuele, di consegnare i vestiti che indossava la mattina di
mercoledì 30 gennaio per analizzarli. |
mercoledì
6 febbraio
ore 11 |
I Ris rientrano nella villetta
della famiglia Lorenzi per nuovi rilievi. |
mercoledì
6 febbraio
ore 13 |
Alle 13,10 i genitori di Samuele
Stefano Lorenzi e Anna Maria Franzoni sono entrati
in Procura di Aosta, nell'ufficio del sostituto procuratore
Stefania Cugge. Dopo pochi minuti l'uomo è uscito, mentre la donna è
rimasta da sola nell'ufficio del pm. |
mercoledì
6 febbraio
ore 16 |
La signora Anna Maria Franzoni è uscita
dalla procura dopo poco più di due ore e mezzo. Il sostituto
procuratore di Aosta,
Stefania Cugge, ha detto: «La posizione della signora Franzoni non
è cambiata. È stata sentita come persona informata sui
fatti». |
mercoledì
6 febbraio
ore 21 |
Alle 21, dopo nove ore, è terminato
il sopralluogo dei carabinieri del Ris nella villetta di
Cogne. |
giovedì
7 febbraio
ore 9.30 |
I carabinieri del Ris tornano una volta ancora nella
villetta dei Lorenzi . Si cerca sempre l'arma del delitto. |
giovedì
7 febbraio
ore 10.49 |
Il pm Stefania Cugge e lo
psicologo Massimo Piccozzi entrano nella casa del delittto
per
tracciare un profilo psicologico dell'assassino.
|
giovedì
7 febbraio
ore 15 |
I carabinieri sequestrano altro materiale nella
villetta dei Lorenzi. Portano via, fra le altre cose,
i
minerali del papà di Davide e alcuni soprammobili. Fra
questi oggetti potrebbe esserci l'arma del delitto. |
giovedì
7 febbraio
ore 19 |
Il magistrato fa sapere che ci vorranno
fra le
due e le tre settimane per chiudere il caso. |
venerdì
8 febbraio
ore 8 |
Comincia il pellegrinaggio della gente nella
camera mortuaria del cimitero di Aosta: per Samuele
biglietti, fiori e giocattoli |
venerdì
8 febbraio
ore 13 |
La salma del piccolo viene
composta dagli addetti alle pompe funebri e vestita con gli
abiti scelti da mamma Anna Maria e papà Stefano. Un
giocattolo viene posato nella piccola bara bianca. |
venerdì
8 febbraio
ore16 |
La
mamma di Samuele è stata colta da malore nell'obitorio del
cimitero di Aosta, di fronte al corpo del figlio. La
donna è stata fatta distendere per terra ed è stata soccorsa da un
medico. |
sabato
9 febbraio
ore 9 |
La
veglia
funebre nella piccola chiesetta di Sant'Orso di Cogne si
conclude senza la presenza dei genitori di Samuele.
«Probabilmente non se la sono sentita», dice il nonno paterno di
Samuele, Mario Lorenzi, che ha partecipato
alle preghiere seduto su un banco in terza fila. La chiesa era
stracolma di abitanti del paese, ma anche
semplici turisti che hanno così voluto partecipare al
dolore
della famiglia Lorenzi. |
sabato
9 febbraio
ore 13 |
L'auto con il
feretro del piccolo Samuele lascia il cimitero di
Aosta per raggiungere la chiesa di Cogne, dove alle 14 si
svolgeranno le esequie. Il feretro è
seguito
da alcune auto. Su di una il nonno Mario Lorenzi e due
fratelli della mamma. |
sabato
9 febbraio
ore 13 e 30 |
Il feretro di Samuele
Lorenzi arriva sulla piazza del Municipio di Cogne. |
sabato
9 febbraio
ore 14 |
Inizia il
funerale nella chiesetta di Cogne. All'interno del
tempio
sono ammessi solo i familiari e i
concittadini dei Lorenzi. Tensione per
fotografi e cineoperatori che sono allontanati dal
servizio d'ordine. |
sabato
9 febbraio
ore 15 e 30 |
La
cerimonia funebre è terminata e la piccola cassa
bianca, che all'uscita della chiesa è sempre
sorretta a spalla dai quattro zii di Samuele, sosta per
pochi minuti sul sagrato. Subito dietro il
feretro i coniugi Lorenzi seguiti dai familiari.
Il corteo ha imboccato poi nuovamente la via centrale del
paese per dirigersi verso il cimitero posto all'ingresso
sud di Cogne. |
domenica
10 febbraio
ore 11 |
I
coniugi Lorenzi si recano nuovamente nella
caserma dei carabinieri di Cogne. Si trattengono per circa
due ore. L'avvocato di famiglia Carlo Federico Grosso parla di
«formalità burocratiche» |
lunedì
11 febbraio
ore 10 |
Ad Aosta è
tornato ieri sera lo psicologo Massimo Picozzi, responsabile
della sezione di psicologia investigativa delle condotte criminali
dell'Università di Parma. Analizzerà volti e comportamenti dei
partecipanti al funerale. |
lunedì
11 febbraio
ore 11,45 |
Picozzi
effettua un sopralluogo nella villetta del
delitto della durata di un'ora circa. |
lunedì
11 febbraio
ore 15 |
Il
parroco di Cogne, don Corrado Bagnod,
accusa
i giornalisti di stampa e tv di «mancanza di rispetto
nei momenti di grande dolore» che ha provocato «rabbia e reazioni
atroci» tra gli abitanti del paese aostano. |
lunedì
11 febbraio
ore 17,30 |
Il pm
Stefania Cugge ha terminato, dopo oltre due ore, l'interrogatorio
di una vicina di casa della famiglia Lorenzi, che si
trovava a casa al momento del delitto. La
testimone era accompagnata dal marito ed è stata sentita come
«persona informata sui fatti». |
lunedì
11 febbraio
ore 21.00 |
Il
procuratore capo di Aosta Maria Del Savio Bonaudo ha ribadito che
i
tempi dell'inchiesta non sono brevi: ci vorranno
quindici giorni per avere i risultati degli accertamenti
scientifici. |
martedì
12 febbraio
ore 10 |
Una vicina di
casa dei Lorenzi riascoltata dalla Procura. Racconta che
Anna
Maria Franzoni, quella mattina del 30 gennaio,
uscì
chiamando aiuto non appena rientrata in casa dalla fermata
dello scuolabus, dove aveva lasciato il figlio maggiore Davide. |
martedì
12 febbraio
ore 16 |
I
carabinieri si recano nel garage di una casa vicina a
quella dei coniugi Lorenzi.
Non è escluso che abbiano fatto una perquisizione. Poco dopo
ripartono con a bordo una donna della quale non si conosce
l'identità. |
mercoledì
13 febbraio
ore 9 |
Stefano Lorenzi, il padre di Samuele, afferma:
«Un’idea su chi possa essere stato, noi ce l’abbiamo.
All’inizio non capivamo, non potevamo capire. Ma pensandoci su in
questi giorni, a forza di pensarci, noi adesso ci siamo fatti
un’idea precisa ». E aggiunge: «Ora speriamo nel Ris, noi
speriamo che questi Ris siano bravi come dicono e scoprano chi è
stato». |