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Risponde il Direttore
F
enomeno da baraccone, che porterà prevedibilmente ad una nuova condanna anche in appello
Ne riparleremo in Cassazione

di
Saverio Fortunato

Gentile Signora Colombo,
dopo la folla alla prima udienza del processo d'Appello del 13.11.2005 (ma era folla, cricca o cosa? E, come mai era lì?) e le insistenti azioni telecratiche (per consentire l'esibizione dell'imputata, lasciata in balia dell'audience e dello scoop ricercato a tutti i costi, con le monotone domande e le monotone risposte senza anima), ormai temiamo che anche in appello la condanna sarà confermata. Ne riparleremo in Cassazione, anche se ci auguriamo di sbagliare.
Attualmente, non c'è il clima che un giusto processo deve avere, ossia il rispetto tra giudici e avvocati, tra accusa e difesa. Siamo davanti un teatrino dello spettacolo della giustizia e non ci interessa alimentarlo, sia pure nel nostro piccolo, ecco perché non aggiorniamo il sito. Poi, a ben vedere, la nostra analisi resta ferma nella sua validità lì dov'è, rispetto gli eventi che si susseguono.
Questa donna, lo ribadiamo a noi stessi, ci appare sempre più lasciata a se stessa nell'illusione tutta pia che i processi si vincono con l'audience televisivo o con le interviste e non nei tribunali. In ogni caso, difendendosi dal processo e non nel processo. Tutto ciò, porta ad un ingiusto processo, ma questa volta (ossia, in Corte d'Appello) non per colpa dei giudici, che (nel primo grado) non hanno compreso l'errore investigativo all'origine del caso (che pure permane).
Se il problema, oltre l'apparire, diventa da che parte schierarsi, vale a dire, se dalla parte della folla o cricca telecratica e/o dall'avvocato contro quella dei giudici, allora, se così è, noi stiamo con i giudici, per partito preso. Ma questo è un discorso che nulla ha a che vedere col vero problema irrisolto (e tale rimane), se la Franzoni è realmente innocente o colpevole e/o chi potrebbe essere stato il vero assassino del piccolo Samuele. Questa è un'altra storia, come un'altra storia da ciò, è diventato, appunto, questo processo-spettacolo.
Se ci saranno altre novità significative, forse, aggiorneremo il sito, altrimenti prenderemo in considerazione l'ipotesi di dedicarlo ad un altro caso, che in senso criminologico clinico e del diritto penale, si presenta umanamente e scientificamente più interessante.
Grazie, comunque, per essersi ricordata di noi.

 

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© Criminologia.it, pubblicato in rete il 18/11/2005